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Disturbo bipolare

Il Disturbo Bipolare o psicosi maniaco-depressiva è un disturbo grave e cronico. Colpisce circa il 4% della popolazione e rappresenta la sesta causa al mondo di inabilità lavorativa. A causa delle molteplici ripercussioni sulla vita familiare, affettiva e lavorativa, e del rischio di mortalità per suicidio, il trattamento di questa patologia è complesso.

Già nel II secolo A.C. iniziarono a comparire i primi riferimenti storici alla mania e alla melanconia,  ma fu solo alla fine dell’800, grazie a Kraepelin, che il disturbo bipolare iniziò ad avere un riconoscimento ufficiale e una chiara concettualizzazione.

Quali sono i sintomi del disturbo bipolare?

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Il disturbo bipolare si caratterizza per un alternanza del tono dell’umore che, ad andamento stagionale, oppure anche in maniera più rapida, porta la persona ad oscillare continuamente tra stati depressivi e stati maniacali o ipomaniacali.

La fase depressiva

La depressione nel disturbo bipolare è diversa rispetto alla depressione maggiore o alla depressione reattiva: quello che emerge nella depressione del bipolare è un insieme di reazioni somatiche dove l’apatia, l’inibizione psicomotoria e l’aumento del sonno dominano il quadro, rispetto a manifestazioni più cognitive o affettive, come il senso di colpa o la tristezza.

La fase mista

Gli stati misti sono caratterizzati dalla compresenza di una sintomatologia depressiva e maniacale.  Dominano la scena iperattività e agitazione psicomotoria, insonnia, tristezza, labilità affettiva e ideazione delirante di colpa.

La fase maniacale

La fase maniacale è rappresentata da un periodo limitato di tempo durante il quale si verifica ad un’alterazione dell’umore, in cui predominano euforia, espansività, grandiosità e irritabilità. Le ore di sonno si riducono drasticamente e i pensieri sono rapidi, sembrano accavallarsi e fuggire via.

La fase ipomaniacale

La fase ipomaniacale si caratterizza per la presenza di un tono dell’umore elevato, con grandiosità e irritabilità, ma senza raggiungere un livello di gravità tale da generare conseguenze gravi, come invece accade nella fase maniacale.

Come si manifesta il disturbo bipolare?

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Il disturbo bipolare si manifesta sia negli uomini che nelle donne. Ha un esordio rapido e brusco nella tarda adolescenza o nell’età adulta per poi manifestarsi in maniera più lieve durante tutta la vita.

Il modo in cui il disturbo bipolare si manifesta è molto variabile da persona a persona.

Il DSM-V distingue due tipologie di disturbo bipolare: tipo I e II.

Il disturbo bipolare tipo I è quello più diffuso ed è caratterizzato dalla presenza di un episodio maniacale seguito da un episodio depressivo maggiore. Alcune volte, durante la fase maniacale, possono comparire sintomi psicotici come convinzioni deliri.

Il disturbo bipolare di tipo II è caratterizzato dalla presenza maggiore di episodi depressivi alternata ad episodi ipomaniacali.

La ciclotimia, classificata anch’essa tra i disturbi bipolari, è considerata come una variante meno grave del disturbo bipolare, che spesso preannuncia la comparsa di un disturbo bipolare di tipo II.

Perché una persona sviluppa un distrubo bipolare?

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La genetica e i fattori ereditari svolgono un ruolo chiave per lo sviluppo di un disturbo bipolare.

Il fattore ereditario si manifesta attraverso il temperamento che solitamente è irruente, ipertimico ed energico.

Chi ha un familiare con un disturbo bipolare ha più probabilità di ereditare e successivamente sviluppare il disturbo. Tuttavia, questa condizione da sola, non innesca il disturbo.

Infatti, in combinazione al fattore genetico è necessario che ci sia un evento scatenante ambientale che porti allo scompenso,  come ad esempio l’utilizzo di droghe, l’abuso di caffè o sigarette oppure un grave stress psicofisico.

Dunque, anche se un individuo è predisposto geneticamente, il disturbo potrebbe anche non presentarsi nell’arco della vita, poiché non è stato innescato da un fattore ambientale.

In un ottica preventiva possiamo dire che se una persona ha un familiare consaguineo affetto da disturbo bipolare, se presta attenzione ai fattori ambientali, non sviluppa il disturbo

Le conseguenze del disturbo bipolare

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Il disturbo bipolare ha molteplici conseguenze, soprattutto quando caratterizzato da episodi maniacali: durante questa fase infatti l’irrequietezza, la facile irritabilità, l’energia, il flusso accelerato dei pensieri associato talvolta a deliri di tipo psicotico, portano la persona ad essere meno inibita e ad assumere comportamenti a rischio (assunzione di sostanze e alcool, promiscuità sessuale, incapacità a pianificare le azioni, guida spericolata, incapacità a gestire il denaro). Le conseguenze di questi comportamenti sono spesso il ricovero ospedaliero e il deterioramento dell’attività lavorativa e sociale.

Le conseguenze sono drammatiche anche quando il soggetto si trova nella fase depressiva, poiché tende al ritiro sociale e lavorativo.

Le fasi miste rappresentano un pericolo concreto perché è durante questa fase che avvengono la maggior parte dei suicidi: è una fase di passaggio delicata dalla fase depressiva, dove dominano sentimenti negativi, alla fase maniacale o ipomaniacale, dove la persona riacquista la forza e il coraggio di mettere in atto un suicidio precedentemente pianificato.

Il trattamento del disturbo bipolare

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Il trattamento del disturbo bipolare è estremamente complesso perché, da una parte, prevede una terapia farmacologica per la stabilizzazione del tono dell’umore, e dall’altra l’integrazione con una psicoterapia, per prevenire le ricadute e affrontare in maniera più consapevole, le fasi della malattia.

Durante la psicoterapia individuale o di gruppo, è utile effettuare una fase di psicoeducazione al disturbo.

In congiunzione, è necessario rivolgere delle sedute di psicoeducazione al disturbo anche ai familiari che spesso, non conoscendo la natura del disturbo, non sono in grado di fronteggiare le difficoltà che si creano nella gestione del loro familiare.

Scarica il manuale di psicoeducazione per il disturbo bipolare